Eleanor Oliphant sta benissimo.
O almeno, questo è quello che vuole pensare.
Eleanor è una donna di quasi 30 anni, che lavora da quasi 10 anni nello stesso ufficio come contabile. I suoi colleghi non le piacciono. Li trova frivoli e stupidi. Sa che parlano male di lei, non lo fanno in modo velato, ma a lei non importa, ci ha fatto il callo alle persone che la osservano con curiosità e che la criticano. In pausa pranzo mangia il suo pasto comprato prima di iniziare a lavorare e fa le parole crociate o legge un libro.
Quando esce, torna a casa e si prepara qualcosa da mangiare, per il weekend si compra una bottiglia di vodka da bersi durante il weekend, in modo da non essere nè troppo ubriaca, nè troppo sobria.
Una delle cose che le pesano di piú è parlare con sua madre, ogni mercoledì, che è in prigione. Ma lo fa lo stesso.
Ora crede di aver trovato l’uomo della sua vita e si sta dando da fare per prepararsi al primo incontro ufficiale, dal punto di vista psicologico e dal punto di vista estetico
Ma l’incontro con una persona gentile e il soccorso dato ad un anziano caduto per strada scatenano delle nuove esperienze nella sua vita. Le fanno capire che è bello avere degli amici, passare del tempo con gli altri, farsi aiutare.
All’inizio credevo che Eleanor fosse una snob: non dà retta a nessuno, si fa i fatti suoi, cerca sempre di far sentire gli altri come degli idioti. Ma andando avanti e sentendo qua e là dei pezzi della storia precendente all’inizio del romanzo, capisco che il suo comportamento è dovuto ad una vita difficile, non solo l’infanzia, ma anche l’unica relazione che abbia mai avuto non è esattamente stata idilliaca, in più, ogni volta che la sente, sua madre la fa sentire inutile e la critica per il suo aspetto fisico e per il suo comportamento.
Ma delle esperienze nuove le permetteranno di espandere l’orizzonte, creare nuove esperienze e amicizie, iniziare a prendersi cura di sé, dal punto di vista fisico e psicologico.
Non credo che sia uno dei miei libri preferiti di quelli letti di recente, ma non mi è dispiaciuto, anzi trovo che sia molto carino, molto utile per relazionarsi con il tema difficile delle malattie mentali, ancora troppo stigmatizzato, aiuta a capire che con il giusto aiuto, di professionisti ma anche di persone che ti vogliono bene, si può riuscire a sopravvivere ai momenti più difficili e bui della vita. Aiuta ad aprire la propria mente e capire che il mondo lo si può vedere sotto diversi punti di vista e che non tutti reagiamo allo stesso modo alla vita.
Devo confessare che non mi sono informata sulla trama del libro, ne ho sentito parlare benissimo in giro e volevo capire di cosa parlasse e sono contenta di averlo letto e di averlo spuntato dalla mia pila TBR (to be read- da leggere).
Ho letto da qualche parte che la casa di produzione di Reese Witherspoon, Hello Sunshine, che ha sfornato Big Little Lies e Wild, ha acquistato i diritti per farne un film, quindi sono molto curiosa di vedere la sua trasposizione cinematografica.
E voi l’avete letto? Fatemi sapere nei commenti.
A presto

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